LA SCOPERTA DELLA CULTURA (THE DISCOVERY OF CULTURE)

LA SCOPERTA DELLA CULTURA     (Scroll Down for English Translation)

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico: io vivo altrove e sento che sono nate intorno le viole … declama con voce suadente quel ragazzino un po’ più grande di lei che sosta sempre vicino alla fontana, lo sguardo assente, un libro in mano, al quale si avvicina rassicurata dal suo sorriso di manifesto disagio. L’hai scritta tu ? azzarda, – no è di Pascoli, – credevo avesse scritto solo la cavallina storna. Avevo 11 anni  e quella avevo imparato.

La invita con un cenno della mano a seguirlo. Cosa faccio adesso, pensa camminando un passo indietro a lui che pare avere una meta, vorrebbe chiedergli dove siano diretti, ma lascia morire le parole dentro – cosa faccio adesso – lo segue – di lui mi fido –

Salgono la breve scala che porta al Municipio, prendendola per mano si avvia deciso verso una piccola stanza, si dirige al largo tavolo, saluta il giovane seduto che li guarda dietro gli occhiali dalla spessa montatura e Lala non capisce se l’occhiata leggermente strabica sia indirizzata a lei. Lo conosco, qualche volta a scuola ci ha fatto lezione su Usi e costumi mostrando strumenti di lavoro usati da artigiani, agricoltori, calzolai, pensa per lei il suo pensiero; il giovane timbra una schedina che il nuovo amico gli ha porto, si avviano verso una grande sala arredata con file di assi piene di libri!

Un tomo passa dalle mani del giovane all’altro che lo passa all’altra – qui puoi leggere tutte le poesie che vuoi – anche il sabato del villaggio ? – anche e tante altre.

La saluta il cenno pallido della mano – a domani – esita – se vuoi –

Ho limpida la memoria della scoperta di quell’ambiente che era la biblioteca, mai prima conosciuta, dove si poteva sostare a leggere – in silenzio – e che da era permesso portare i libri a casa – trenta giorni poi la restituzione –

Si instaurò fra noi un rapporto complice e sodale. Lui leggeva poesie e racconti a voce alta, dissertava su vari argomenti dando ad ogni parola senso di gonfio  significato che a me spesso sfuggiva; se pioveva o nevicava trascorrevamo ore in quel luogo ai miei occhi incantato. Da allora ho letto di tutto quasi esclusivamente in biblioteca non riuscendo mai a trovare altro luogo più complice e magico. Fu da subito che elessi a – miei amici a loro insaputa – poeti, scrittori, più tardi letterati, critici, artisti, filosofi che mi aiutano a capire come la penso.

Associo l’immagine di quel ragazzo di cui nemmeno ricordo il nome all’inverno, perché il freddo ci vedeva  rifugiarci in luoghi caldi. Nelle seguenti stagioni lui non fece più parte della mia vita; partito un giorno con la famiglia, causa trasferimento del padre si disse in giro. Chiesi di lui tanti anni dopo, pochi gli elementi forniti, dove abitava, il padre militare, alto, pallido, solitario; qualcuno mi disse che poteva trattarsi di quello che –  forse si è suicidato. Non provai nulla, come trovassi la cosa normale. Probabile pensai, era triste e solitario, altro, diverso da tutti. Ed ecco, qui, fra le pieghe di una memoria dimenticata risento la sua voce – tutto accade perché deve accadere – vivi ogni giorno della vita come fosse l’ultimo – la vita è un gioco – la bellezza salverà il mondo – Non conoscevo ovviamente Dostoevskij ma sentendoglielo citare avevo l’impressione che la bellezza non sia solo ascrivibile a ciò che si vede, ma la si possa sentire.

Mi piaceva molto leggere nella rivista “Selezione del Reader Digest”  la biografia titolata “una persona che non dimenticherò mai” Mai dimenticherò quel ragazzo che mentre gli insegnanti mi impartivano  l’istruzione mi fece fare il primo passo verso la cultura.

 

Biancamaria Benuzzi

 

Traduzione di Cosimo Dicomite

 

THE DISCOVERY OF CULTURE

“There is something new today in the sun, or rather old, I live elsewhere and I feel that violets were born …”, that little boy declaims in a persuasive voice; a dude that always stays near the fountain, older than her, an absent gaze, a book in his hand, boy to whom she approaches, reassured by his manifest uneasy smile.

“Did you write it?”,she ventures

 “No, it’s from Pascoli1”

“I thought he only wrote “The little grey horse2”

I was eleven and I had learned that.

He invites her with a wave of his hand to follow him.

” What do I do now?”, she thinks, walking a step

back to him who seems to have a goal; she  would like to ask him where they are headed, but she leaves

die the words inside.

“What do I do now?”, she follows him, “I trust him”.

 They go up the short staircase that leads to the municipal hall; taking her hand, he sets off decidedly towards

a small room, goes to the large table, greets the young man who, sitting, looks at them through thick-rimmed glasses and Lala doesn’t understand if the slightly cross-eyed look is addressed to her.

“I know him, sometimes at school he taught us about Uses and Customs, showing work tools used by artisans, farmers, shoemakers”, she thinks.

The young man stamps a card that the new friend has brought him, they go towards one

large room furnished with rows of boards full of books!

One tome passes from the young man’s hands to the other who passes it to her

“Here you can read all the poems you want”

“Even The Village’s Saturday?3”, she replies.

 “Also, and many others”.

The pale wave of the hand, he  greets her, “See you tomorrow”, he hesitates, “If you want”.

I have a clear memory of the discovery of that environment that was the library, never known before, where you could stop and read, in silence; and that from there it was allowed to bring the

books at home – thirty days and then the return.

A complicity and close relationship was established between us. He read poems and stories aloud,

he disserted on various subjects giving each word a sense of swollen meaning that often escaped me; if it rained or snowed we would spend hours in that enchanted place to my eyes.

Since then, I read everything almost exclusively in the library, never finding another more complicit and magical place.

 It was immediately that I elected- “my friends without their knowledge” – poets, writers, and later, critics, artists, philosophers who help me understand how I think. I associate the image of that boy, whose name I don’t even remember, with winter, because the cold saw us take refuge in warm places. In the following seasons, he was no longer part of the my life; left one day with the family, due to the transfer of his father, it was said around. I asked about him many years later, few elements provided, where he lived, the military father, tall, pale, lonely; someone told me it could be what – maybe he committed suicide. I felt nothing, as if I found the normal thing. Probably I thought, he was sad and lonely, other, different from all.

 And here, between the folds of a forgotten memory, I hear his voice: ” Everything happens because it must happen, Live every day of life as if it were the last, Life is a game, Beauty will save the world”.

 I obviously didn’t know Dostoevsky4, but hearing mention him, I had the impression that beauty is not only attributable to what you see, but also to what  you can feel.

I liked very much to read in the magazine “Reader’s Digest Selection” the biography titled “A person I will never forget ”. I will never forget that boy who, while the teachers gave me education,  made me take the first step towards culture.

Biancamaria Benuzzi

Translated by Cosimo Di Comite

 

  1. Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 December 1855 -Bologna, 6 April 1912) was an italian poet, academic and literary critic.
  2. The original title is “La cavallina storna”.
  3. Poem by Giacomo Leopardi (Recanati, 29 June 1798 – Naples, 14 June 1837). He was an italian poet, philosopher, writer, philologist. .
  4. Fëdor Michajlovič Dostoevskij (Mosca, 11 novembre 1821 – San Pietroburgo, 9 febbraio 1881), was a russian writer and philosopher 
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